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VILLAGGIO GLOBALE

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Diciottenni che dissodano orti, ingegneri in pensione che inventano soluzioni tecnologiche per il Terzo Mondo, signore che selezionano vestiti per i poveri, amici, tanti amici, che ogni giorno restituiscono cibo, denaro, attrezzature informatiche, macchine da cucire ecc. Questo è uno schizzo di ciò che accade al VillaggioGlobale del Sermig di Cumiana (TO).

Una fucina di idee e creatività, impastate con il lavoro ed il sudore ed arricchite dalla testimonianza dei missionari che vengono a raccontare come viene utilizzato il materiale e la progettualità che partono di qui.

414,7 tonnellate di aiuti soltanto nel 2014, tra farmaci, alimentari, cancelleria, computers, macchine da cucire, vestiti e scarpe, inviati soprattutto in Romania, Haiti, Georgia, Armenia, vari paesi d’Africa.

Il VillaggioGlobale nasce nel 1994  grazie all’ospitalità offerta al Sermig dall’Istituto Salesiano Don Bosco. Da allora non si è più fermato, coinvolgendo 100 volontari del Pinerolese, più tutti i giovani che ogni anno passano di qua durante i campi all’Arsenale della Pace di Torino. Perché questo Villaggio è una continuazione dell’Arsenale con qualche chilometro nel mezzo (40 per l’esattezza). Un Villaggio immerso in mezzo ai campi, che è davvero Globale per la capacità di raggiungere Paesi lontanissimi attraverso i materiali donati.

Qui si realizza in modo particolare la “restituzione tecnologica”, un percorso di ricerca scientifica e messa a punto di progetti tecnici come mezzo per ristabilire rapporti di giustizia e contribuire allo sviluppo dei più poveri, vicini e lontani, nella consapevolezza che il progresso scientifico ci può aiutare a sfamare il mondo e a raggiungere nuovi livelli nell’espansione della conoscenza e coscienza umana.

Sabato 5 settembre abbiamo ricordato tutto questo in occasione della Festa della Terra animata dal gruppo Re.Te. (“Restituzione Tecnologica”) del Sermig.

Questo team di tecnici (ingegneri, architetti, informatici, biologi, agronomi, periti elettronici…), che restituisce gratuitamente le proprie competenze, ha illustrato le applicazioni tecnologiche messe a punto per i poveri, nel campo nell’illuminazione fotovoltaica, coltivazione fuori suolo, potabilizzazione dell’acqua, costruzione di edifici con materiali poveri, acquaponia, pescicoltura e coltivazioni flottanti, cucine solari, orti solidali, connessione internet in aree remote, apicoltura, moduli TEG ecc.

Un momento di festa e di ringraziamento per tutto il bene che si riesce a fare, con mezzi poveri e menti generose. Una forma di restituzione che oltre a condividere beni e risorse materiali, coinvolge altri aspetti della vita: la conoscenza e la competenza scientifica. Il lavoro della Re.Te. consiste proprio nel coordinare i saperi degli esperti; cercando soluzioni per ridurre i costi della produzione e riutilizzare materiali scartati o riciclati; per rendere accessibili ai più poveri tecnologie e invenzioni all’avanguardia che possono cambiare le sorti di tante vite, e allo stesso tempo mostrare che si può fare sviluppo anche con mezzi ’semplici’.

Mentre si rende operativo il processo di trasferimento della conoscenza, si ha poi l’opportunità di sperimentare ed educare alla “manualità”, nel preparare i prototipi delle soluzioni tecnologiche, nel curare i test scientifici e gli esperimenti.

Al VillaggioGlobale di Cumiana si realizza poi quell’Arsenale della Terra che investe sul lavoro dei campi e l’agricoltura come forma di riscatto sociale e creazione di reddito.

Restituendo, in tante forme diverse, si scopre che il destino gioioso dell’uomo è già qui per tutti, sia per quelli che credono sia per quelli che non credono, ed è lo stupore nel vedere che ogni lacrima asciugata trova quel senso prima negato.

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